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Veronica Baraldi

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PERCHÈ LO FACCIO ::

Perché lo faccio ::

Qualcosa è scattato nella mia mente durante la mia prima settimana da tirocinante a Rotterdam. Era il mio primo lavoro dopo la laurea.

Di solito, rimanevo fino a tardi in ufficio a lavorare, perché ... beh, perché sono italiana e questo è ciò che impariamo: si deve lavorare di più, lavorare fino a tardi, mostrare la nostra dedizione. Il giovane architetto olandese con il quale stavo lavorando mi prese da parte e mi disse che sapeva quello che stavo facendo. Era stato Erasmus in Spagna, riconosceva la diversa mentalità, ma in Olanda funzionava diversamente. Mi disse: "Se lavori più ore, più a lungo, non va bene, non è un segno di dedizione, significa che non sei abbastanza brava ad organizzare il tuo lavoro. E quindi, sei un rischio, sarai un problema per lo studio e molto probabilmente non riuscirai a tenere il lavoro."

Ho lavorato quasi 10 anni nei Paesi Bassi e tra le molte esperienze che ho avuto questo è l'insegnamento di cui faccio più tesoro: Creatività e Organizzazione possono coesistere e non si escludono a vicenda. Questo è l'unico modo per rendere l'attività progettuale sostenibile per lo studio e per l'individuo.

Come architetti, conosciamo fin troppo bene le notti insonni, i fine settimana moooolto lunghi, le revisioni alle 7 di sera per preparare la presentazione della mattina dopo, il plotter che proprio non vuole stampare alla scala giusta, la caccia al tesoro di quel file che era proprio in quella cartella, ma che non riusciamo a trovare in nessun modo. E l'elenco potrebbe continuare. Ma non dovrebbe essere così, o perlomeno, c'è sicuramente margine per migliorare.

In ogni studio dove ho lavorato, sono sempre stata quella che faceva funzionare le cose: ho organizzato, gestito, coordinato e trovato i file mancanti. La chiacchierata in ufficio a Rotterdam mi ha semplicemente dato la forza per rivelarmi e scatenare l'organization freak che sono sempre stata. 

Credo fermamente che un’organizzazione chiara e flessibile permetta di essere più liberi. Ciò consente di spendere meno tempo in compiti noiosi, ma necessari e permette di avere più tempo a disposizione per quello che veramente vogliamo fare. In ultima analisi, consente di avere un migliore equilibrio tra le energie spese e il ritorno economico reale; una relazione che non è spesso chiara nella nostra professione.

E questo è il percorso che mi piace fare insieme agli architetti con cui lavoro come consulente, offrendo la mia esperienza per aiutare a migliorare il flusso di lavoro e per creare insieme procedure, strumenti e strutture specifiche e personalizzate al fine di ottenere questo equilibrio e massimizzare le risorse disponibili.

Per concludere, lo faccio perché amo il mio lavoro, e perché mi sento frustrata quando tempo ed energie vengono sprecate invece che investite nel fare quello che mi piace.