Perché lo faccio ::

Nella la mia prima settimana da tirocinante a Rotterdam, il mio primo lavoro dopo la laurea, ho avuto una esperienza che mi ha segnato per il resto della mia carriera.

Di solito, rimanevo fino a tardi in ufficio a lavorare, perchè ... beh, perché sono italiana e questo è ciò che impariamo: si deve lavorare di più, lavorare fino a tardi, mostrare la nostra dedizione. Il giovane architetto olandese con il quale stavo lavorando era stato Erasmus in Spagna, riconosceva la diversa mentalità, e si sentí in dovere di avvisarmi. Mi disse: "Se lavori più ore, più a lungo, non va bene, non è un segno di dedizione. Per lo studio significa che non sei abbastanza brava ad organizzare il tuo lavoro nelle 8 ore a tua disposizone. E quindi, sei un rischio e molto probabilmente non riuscirai a tenere il lavoro."

Ho lavorato quasi 10 anni nei Paesi Bassi e tra le molte esperienze che ho avuto questo è l'insegnamento di cui faccio più tesoro: Creatività e Organizzazione possono coesistere e non si escludono a vicenda. Questo è l'unico modo per rendere l'attività progettuale sostenibile per lo studio e per l'individuo.

Come architetti, conosciamo fin troppo bene le notti insonni, i fine settimana moooolto lunghi, le revisioni alle 7 di sera per preparare la presentazione della mattina dopo, il plotter che proprio non vuole stampare alla scala giusta, la caccia al tesoro di quel file che era proprio in quella cartella, ma che non riusciamo a trovare in nessun modo. E l'elenco potrebbe continuare. Ma non dovrebbe essere così, o perlomeno, c'è sicuramente margine per migliorare.

In ogni studio dove ho lavorato, sono sempre stata quella che faceva funzionare le cose: ho organizzato, gestito, coordinato e trovato i file mancanti. La chiacchierata in ufficio a Rotterdam ha permesso all'organization freak che sono sempre stata di uscire allo scoperto. 

Credo fermamente che un’organizzazione chiara e flessibile permetta di essere più liberi. Consente di spendere meno tempo in compiti noiosi ma necessari e permette di avere più tempo a disposizione per quello che veramente vogliamo fare. Soprattutto, permette di avere il controllo delle energie spese e del ritorno economico reale; una relazione che non è spesso chiara nella nostra professione.

Questo è il percorso che mi piace fare insieme agli architetti con cui lavoro come consulente, offrendo la mia esperienza per aiutare a migliorare il flusso di lavoro e per creare insieme procedure, strumenti e strutture specifiche e personalizzate al fine di ottenere questo controllo e massimizzare le risorse disponibili.